Forma

La forma usata per stilare l'insieme delle idee-proposte di rifrorma è quella di un 'Patto Costituente: abbiamo scelto questa forma perché essa permette di raggiungere il massimo della sintesi: il 'Patto' proposto è, infatti più un 'deposito organico di idee' che una specifica proposta di riforma.

Essendo coscienti della più che probabile presenza di 'buchi', errori e gravi improprietà di linguaggio, affermiamo solo che l'insieme di 'Preambolo e 'Punti' potrebbe, forse, rappresentare un elenco di argomenti da discutere per pervenire ad un progetto condiviso di NUOVE ISTITUZIONI.

Sappiamo che alcune regolamentazioni proposte nel 'Patto' faticano a starci: le abbiamo inserite perché riteniamo che anch'esse meritino di entrare in una riflessione generale.

Qui esponiamo anche soluzioni che neppure noi consideriamo sicuramente valide né 'definitive'. Anche per questo ribadiamo: lo scopo principale è quello di convincere i lettori della possibilità di creare una 'Democrazia a filiera corta', non di propagandarne una 'nostra', che pure presentiamo.

 

Realizzazione della 'filiera corta'

Riprendo e sviluppo un concetto già espresso: il conferimento di acritiche deleghe ai politici costituisce un'abdicazione alla propria sovranità da parte dei cittadini.

Per recuperarla, questa sovranità, è necessario che si pervenga ad una immediata contiguità tra deleganti e delegati: una contiguità che escluda tassativamente la presenza di interessati (e magari prepotenti) intermediari.

Tutto il Patto che espongo è teso proprio a questo:

- ad eliminare alla radice qualsiasi intermediazione eliminabile;

- ad assicurare ai cittadini la possibilità di giungere a 'guardare negli occhi' gli eletti, per interloquire con loro ed imporre la propria volontà quando essa fosse disattesa dai 'delegati' a gestire la cosa pubblica, e che della stessa cosa pubblica non sono affatto 'sovrani'.

Tutto questo deve poter avvenire senza che ci sia intromissione di inutili 'terzi' (principalmente i partiti, ma anche superflue e costose istituzioni – come sono, ad esempio, le 'Regioni'): si deve cioè importare anche in ambito istituzionale il concetto della filiera corta tra il 'produttore', delegato eletto, ed il 'consumatore', cittadino elettore e sovrano.

 

Federazione dei Cittadini Italiani”

'Federazione'

Ritengo che l'esistenza di un legittimo 'Ente Pubblico' debba basarsi sulla stipula di un Patto, di un foedus (da cui la parola 'Federazione'), sancito ed accettato con una sottoscrizione referendaria da parte dei titolari del potere originario: in democrazia possono essere solo i cittadini.

Mentre informo gli ignoranti che 'Federalismo' non vuol dire 'Autonomismo' ma 'Gestione concordata della cosa pubblica nel rispetto del principio di sussidiarietà', voglio sottolineare: il federalismo che propongo non è il sedicente federalismo di Bossi e dei suoi (sbracato e demagogico autonomismo) e non è nemmeno il federalismo concorrenziale ed ossessivamente liberista di Pagliarini: non è, insomma, una proposta di istituzionalizzazione di un coagulo egoistico di orgogliose e chiuse realtà locali.

 

Federalismo non 'territoriale'  bensì 'personale'

Quello che espongo è 'di più' di un federalismo territoriale, legato all'intermediazione di entità istituzionali locali.

Il 'mio' federalismo è diverso: è un federalismo solidale di servizio dei cittadini per i cittadini, basato sulla sottoscrizione di un patto/contratto tra persone consapevoli di essere chiamate a farsi responsabilmente carico, oltre che dei propri problemi e delle proprie necessità, anche di quelli di quei deboli che, pur impegnando le loro forze, non ce la facciano da soli a galleggiare.

È un federalismo che, pur mettendole in sottordine, non trascura le realtà territoriali: infatti fa riferimento ad esse:

- prevedendo meccanismi di ragionata salvaguardia delle comunità meno numerose (sia in campo nazionale che in campo più strettamente locale);

- suggerendo un sistema di gestione dei pubblici servizi organizzato e guidato in loco da delegati eletti sul posto ed operanti in regime di 'silenzio-assenso', cioè soggetti al controllo, alla correzione ed anche alla drastica smentita da parte dei locali 'cittadini sovrani';

- garantendo ai cittadini l'influente presenza di una rappresentanza di ogni comunità locale negli organi istituzionali di vertice della Federazione.

 

'Federazione' e 'Servizio Federale'

Nel testo proposto, stabilisco una istituzionale sinonimia, tra 'Federazione' e 'Servizio Federale' (con la S maiuscola), che dev'essere inteso come espressione attiva della stessa Federazione: questo per affermare in modo incontrovertibile che il ricoprire la funzione di servizio è esiziale per lo 'Stato' (Federazione), che solo nel servizio ai cittadini può trovare una giustificazione al suo stesso esistere.