'MOVENTI'  E  SPIRITO

 

Il progetto di riforma delle Istituzioni che esponiamo è il risultato dall'elaborazione di idee e principi di cui abbiamo parlato con tanti amici, a partire dal 1994 (era un gruppo con centro a Como e che si chiamava 'Man nett' – cioè 'Mani pulite'-), per giungere fino ad oggi, ('Unione per l'Autogoverno', gruppo di Peschiera, 'Officina-democrazia', 'Sovranità popolare', ecc.: tutti gruppi e movimenti che hanno sognato e sognano di cambiare la politica senza avere il coraggio di proporre progetti organici di cambiamento).

Ora, prima di esporre il risultato di questa elaborazione, vogliamo esplicitare i 'moventi' che ci spingono ad osare il compimento di un simile passo. (Nota: l'ordine di esposizione dei 'moventi' non costituisce alcuna gerarchia tra di essi).

 

Il primo 'movente' che cito è lo stato di necessità Istituzionale

Checché ne dicano quelli della CASTA, a partire dai vertici supremi della Repubblica, che usano la parola 'Costituzione' come collutorio sempre spendibile, dopo aver esposto un bell'abito nuovo nei Principi Fondamentali, il corpo della nostra Costituzione si è dimostrato tale da rendere possibile:

1. - l'incertezza della legge (troppi centri di 'potere legislativo o normativo' e troppa superficialità manifestata nel 'produrre' leggi o norme di qualsiasi genere, difficilmente leggi...bili);

2. - l'intrinseca incertezza della continuità delle attività di gestione della Repubblica (i meccanismi di fiducia e non-fiducia, che hanno reso labili i Governi e che sono stati presi a giustificazione di tanti interventi sulle leggi elettorali, tese a tappare la bocca e togliere 'sovranità' a fette sempre più vaste dell'elettorato ed a 'fette' della sovranità propria di ogni singolo elettore!);

3. - la commistione di poteri diversi (con il Governo, ad esempio, autorizzato ad emanare Decreti, in barba al Parlamento, ricattabile, poi, con il sistema stesso della fiducia e non-fiducia in sede di conversione in legge);

4. - l'intreccio dei vertici dei vari poteri, portati ad essere espressione compatta di un unico potere oligarchico (la Consulta è per due terzi espressione diretta della CASTA, come lo è un terzo dello stesso Organo di Governo della Magistratura);

5. - la ormai acquisita certezza dell'immunità per chi ne violi apertamente i principi (il riferimento è a quella che io considero come spudorata violazione del principio di eguaglianza dei cittadini in relazione alla possibilità di “concorrere in condizioni di eguaglianza alle cariche elettive”: art. 51 della Costituzione);

6. - con riferimento al punto precedente, la constatata impossibilità dei cittadini di adire alla Corte Costituzionale per invocare interventi in difesa delle norme inserite nella Costituzione (la Corte Costituzionale è un dono che la CASTA ha avuto in eredità e che si tiene ben stretto!);

7.- la complessità ed il soprannumero delle pubbliche amministrazioni (che generano disfunzioni e costi eccessivi);

8 – una carovana di prevaricazioni su quello che viene beffardamente apostrofato come 'popolo sovrano' (cito solo l'aggiramento di tanti risultati referendari e l'esclusione già in Costituzione -art. 75- del 'popolo sovrano' dal diritto di decidere se, come e in che misura rinunciare a parte della propria a questo punto teorica sovranità – riferimento al trattato di Lisbona).

 

Un altro 'movente' è lo stato di necessità economico-finanziario

L'instaurazione di una vera DEMOCRAZIA è necessaria anche per strappare dall'arbitrio di pochi la gestione di tutto quel potere normativo che anche da solo è in grado di aprire e regolare gli spazi d'azione dell'imprenditoria e ridurre i costi inutili di troppa burocrazia.

Un ambito di DEMOCRAZIA a 'filiera corta' (autentico controllo da parte dei cittadini che pagano!) sarebbe di sicuro stimolo alla riduzione del peso dei nostri 'enti pubblici', oggi esagerato in relazione alla quantità e qualità dei servizi resi.

La prossimità dei cittadini alla politica imporrebbe efficienza, parsimonia e responsabile DIMAGRIMENTO delle Istituzioni, rendendo possibile quella riduzione del carico fiscale che oggi viene evocata, ma che, nelle odierne condizioni istituzionali, è destinata a restare solo un pio desiderio.

 

'Movente' è anche la speranza

di accendere negli improbabili ventiquattro lettori il desiderio di far nascere una vera Democrazia, organizzata in una forma tale da concretizzare i Principi già enunciati nella vigente Costituzione, clamorosamente disattesi da chi occupa il potere politico in Italia.

 

Consideriamo come ulteriore 'movente' l'altra speranza,

quella di fornire un comune unificante denominatore alla miriade di gruppi, movimenti, associazioni e singoli attivi in Italia e destinati a non avere risonanza né ad ottenere appoggi fuori dalla cerchia delle persone sensibili alle loro importanti ma circoscritte istanze.

Speriamo che la comprensibile foga nella difesa identitaria del proprio piccolo orto non riesca ad ottundere la loro capacità di ragionamento fino a non lasciar accettare la ricerca della DEMOCRAZIA come unificante e necessaria pre-condizione ad ogni particolare impegno politico.

 

Ma, forse, il principale 'movente' è la scommessa

di riuscire a convincere i lettori della possibilità di organizzare uno Stato funzionale ed efficiente, con Istituzioni Democratiche a 'filiera corta', non ingabbiato nelle strutture oggi asservite dall'occupante CASTA oligarchico-partitocratica.

Per rendere certi i lettori della effettiva possibilità che possa esistere uno Stato veramente efficiente ma anche VERAMENTE DEMOCRATICO, ci siamo dilungati nell'esposizione di dettagli istituzionali sostanzialmente trascurabili e sostituibili con altri parimenti (se non più) validi ed accettabili.

Al fine di fornire la certezza della funzionalità della proposta complessiva, esponiamo sia un possibile nuovo sistema elettorale, sia alcuni strumenti mirati di democrazia diretta che, a nostro avviso, possono assicurare ai cittadini la loro effettiva ed efficiente 'sovranità.


SPIRITO

Siamo perfettamente consapevoli del fatto che nei testi proposti, oltre a gravissime improprietà di linguaggio, ci possono essere colossali ingenuità, 'buchi' clamorosi, errori di qualunque genere, ma ciò è inevitabile, visto che essi traducono 'chiacchiere' di non-professionisti del Diritto esposte da un quasi-analfabeta in materia.

Questa confessata impreparazione 'di gruppo', non ci trattiene dal procedere, perché, ripetiamo, esponiamo pensieri, idee, proposte, principalmente per spingere i nostri concittadini a chiedersi: “Perché no?”

I professoroni di Diritto Costituzionale inorridiranno al pensiero che degli incompetenti cittadini si siano permessi di 'toccare' argomenti così elevati!

Ebbene, 'noi' abbiamo osato pensare e parlare.

Io, redattore indegno, ho poi osato elaborare quelle 'chiacchiere' ed ora oso esporre le nostre conclusioni

- sia perché abbiamo visto il risultato del lavoro della Bicamerale e della Convenzione Europea (in termini di DEMOCRAZIA, sarebbe stato molto difficile riuscire a fare peggio, ma probabilmente era proprio questa la precisa volontà dei redattori e dei loro mandanti!),

- sia, soprattutto, perché siamo convinti che lo Stato non sia un totem da venerare ma debba essere considerato solo come un 'ente di servizio' dei suoi cittadini e, quindi, anche 'ente' al nostro servizio.

Per questo, pensiamo di avere pieno titolo per indicare con il nostro pur povero linguaggio quelli che vorremmo vedere come fondamento e spirito della sua attività.