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RIFORME

  A -   CONCETTO  FONDAMENTALE

L'INSIEME DELLE NOSTRE ISTITUZIONI (che complessivamente chiameremo 'Federazione', o 'Repubblica' o 'Stato' o 'qualsiasi altro vocabolo') DEVE ESSERE UN SISTEMA ORGANIZZATO IN FORZA DI UN 'PATTO FONDANTE' STIPULATO DA E TRA I CITTADINI  E TROVA LA GIUSTIFICAZIONE DEL SUO ESISTERE SOLO NEL SERVIZIO RESO AI CITTADINI STESSI (quindi: rigetto di qualunque altra definizione dello "Stato" che faccia riferimento al territorio e/o alla 'nazione' a giustificazione del suo esistere) :  lo  'STATO' DEVE  ESSERE  DEFINITO E QUALIFICATO  SOLO  COME  UNA  ORGANIZZAZIONE  DI  SERVIZIO  ...  AL SERVIZIO  DEI  CITTADINI,  NULLA  DI  PIU' (per leggere un po' di più, cliccate qui) ...

... e la Costituzione deve assumere il ruolo di 'contratto dei servizi' resi dalla Repubblica ai cittadini

Nessuna divinizzazione, dunque, nessuna FASULLA indivisibilità di qualsiasi 'Stato', nessuna intangibilità di sacri confini, come storicamente ed inequivocabilmente  dimostrato qui !

Il 'centro di riferimento' non è e non può essere 'lo Stato': deve essere ogni singola persona, con o senza le sue libere, aperte e ... SERIE aggregazioni!

B.  -  RIFORME  ISTITUZIONALI  NECESSARIE

B.1 - Sistematica, GENERALIZZATA E  RIGOROSA separazione a tutti i livelli e fin dalla fase elettorale dei poteri esecutivo, legislativo-deliberativo e giudiziario. 

Si tratta di recuperare più di 2300 anni di cultura fino ad oggi gettata alle ortiche: già Aristotele (350 a.C.) ha sostenuto l'utilità istituzionale di tenere separati i tre poteri citati.

Nel XVIII secolo, poi, Montesquieu ha ribadito il concetto. 

E' ora di provare ad applicarlo, quindi:

abrogazione dell'articolo 94 della Costituzione, elezione diretta del Governo già completamente formato (MAI DEL SOLO LEADER-FUHRER !!)  e correzioni conseguenti, con impermeabilità assoluta per tentativi di passaggio da un potere all'altro nel corso di una singola legislatura (come già suggerito al Parlamento nella prima parte della petizione consegnata il giorno 05/10/2016, nonché riportata e commentata in http://unaltraitalia.net/Petizione-commentata.pdf );

divieto di candidature di giudici e PM (o sostituti) ad elezioni dell'esecutivo o del legislativo nei territori in cui hanno ricoperto l'incarico. Divieto esteso per almeno cinque anni successivi all'abbandono dell'incarico stesso.

B.2 - Riordino - Riforma - omogeneizzazione del sistema delle autonomie locali

La più estesa esposizione della  RIFORMA suggerita  per  LE  ISTITUZIONI  LOCALI  lo troverete  cliccando qui 

I titoli dei pezzi inseriti nella pagina qui linkata sono i seguenti:

1. - ASSURDO POTERE LEGISLATIVO DELLE REGIONI

2. - SQUILIBRI, INEFFICIENZE, IMPOSSIBILITA' DI FUNZIONAMENTO DI POTERI ESECUTIVI REGIONALI ACCENTRATI

3. - ELIMINAZIONE  DELLE  REGIONI

4. - ASSURDITÀ ISTITUZIONALE E DEMOCRATICA INTRODOTTA INVENTANDO LE  'CITTÀ  METROPOLITANE'

5. - ... INSOMMA : PULIZIA GENERALE !!

6. - CRITERIO  DI  RIORGANIZZAZIONE  E SUE  RAZIONALI  CONSEGUENZE 

Comuni, Province/Cantoni, Stato :

con definizione e delimitazione delle loro competenze, MAI CONCORRENTI CON QUELLE DI ALTRE ISTITUZIONI;

con attribuzione ai 'Cantoni' del potere/dovere di procedere alla zonizzazione delle norme, che dovranno essere uniche a livello nazionale (per cui è indispensabile riunificare TUTTE le normative Regionali vigenti);

analogo conferimento di potere dovrà essere riservato ai Comuni per le zonizzazioni urbanistiche nell'ambito della pianificazione 'cantonale'.

B.3 - imposizione alla Repubblica ed alle Istituzioni locali del dovere di mettere tempestivamente a disposizione dei cittadini l'INFORMAZIONE COMPLETA, CORRETTA E DOCUMENTATA SULLE PROPRIE ATTIVITÀ

Questo estremo livello di trasparenza/informazione deve essere estesa alla documentazione preparata a supporto delle leggi/delibere in corso di discussione/approvazione da parte di qualsiasi organo istituzionale. (vedi anche punto A.3 nella pagina linkata qui)

Questo DOVERE ineludibile vale:

sia per il regime attuale di sostanzialmente inesistente democrazia (democrazia esclusivamente rappresentativa) , in quanto i cittadini sono comunque chiamati alla formale designazione elettorale dei componenti delle assemblee/consigli e, quindi, hanno pieno diritto a pretendere di essere pienamente e correttamente documentati sulle loro spicciole attività (anche solo per poter presentare velleitarie quanto inutili petizioni);

sia in un'eventuale futura integrazione del sistema con l'adozione di strumenti di democrazia diretta, nel qual caso la documentazione può divenire indispensabile come strumento di supporto alla attivazione di quegli stessi strumenti

B.4 - SISTEMATICO ESAME da parte di una Consulta ampliata e riformata DELLA COSTITUZIONALITÀ E DELLA COMPRENSIBILITÀ DELLE LEGGI, prima della loro promulgazione.

1. Proveniamo da DODICI ANNI di Parlamenti eletti utilizzando una legge INCOSTITUZIONALE (cioè ILLEGALE), ... E CE LO SIAMO TENUTO DOCILMENTE, SENZA ARROSSIRE DI VERGOGNA DAVANTI AGLI STRANIERI!

2. Proveniamo da SETTANTA ANNI di leggi ILLEGGIBILI, confuse, interpretabili in modi diversi, con intrecci e richiami spesso incoerenti ad altre norme.

In SOSTANZA viviamo in un regime di CASINO LEGISLATIVO CRONICO.

... e, grazie alla legge Costituzionale n. 1 del 1948, per accedere alla Consulta è necessario passare attraverso un procedimento giudiziario: cioè noi cittadini (beffardamente apostrofati come 'sovrani') siamo nella impossibilità di chiedere direttamente interventi riparatori.

E' necessario che si correggano queste situazioni, imponendo una rigorosa correttezza della 'PRODUZIONE' del sistema legislativo, IN MODO CHE TALE 'PRODOTTO' SIA FACILMENTE COMPRENSIBILE ED APPLICABILE IN PIENA TRANQUILLITA'.  Per questo sarà necessario che tutte le leggi siano 'bollinate' non solo dalla ragioneria dello Stato, ma anche dalla Corte Costituzionale!

E' evidente, però, quanto sia impossibile che, nella sua attuale forma e composizione, la Corte possa provvedere ai necessari controlli in tempi necessariamente ristretti.  Per questo sarà necessario riformarne la composizione e prevederne la scomposizione in Commissioni specializzate secondo le tipologie di intervento cui possano essere chiamate. 

B.5 - RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO AD UN INDENNIZZO PER IL RITARDO NELL'ESPLETAMENTO DI PRATICHE AUTORIZZATIVE OBBLIGATORIE, con responsabilità solidale di Amministrazione e funzionari incaricati

Ordinariamente, per l'avvio di una qualsiasi attività è molto probabile, se non necessario, disporre della autorizzazione  a farlo.

Quando le autorizzazioni siano obbligatorie, è necessario che sia fissato un termine per la loro concessione da parte della Amministrazione competente.

Per tagliare i tempi è necessario che siano  ISTITUZIONALIZZATE alcune norme:

1. - la richiesta di integrazione della documentazione presentata dovrebbe sospendere la decorrenza dei termini, ma non azzerarli;

2. fissato ed indicato nella pratica il 'VALORE' dell'iniziativa (cioè l'entità dell'investimento previstonell'attività interessata), all'eventuale ritardo nell'espletamento della pratica dovrebbe corrispondere  AUTOMATICAMENTE  il riconoscimento di un indennizzo al cittadino burocraticamente 'rallentato'. Detto indennizza, da calcolare in funzione del vigente tasso medio degli interessi pagati per il debito pubblico, dovrà essere a carico della Amministrazione, che potrà parzialmente rivalersi sul funzionario responsabile del procedimento.

MOTIVAZIONE:  la 'res publica' con le sue ramificazioni DEV'ESSERE POSTA AL SERVIZIO DEI CITTADINI e, se non compie il suo dovere, ne deve pagare le conseguenze, solidalmente con i suoi operatori.

B.6 - MANLEVA DEI CREDITORI DELLA 'RES PUBLICA' PER I GUAI CAUSATI DAL MANCATO PAGAMENTO DEI DEBITI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.

Negli ultimi anni è successo in più di un caso che siano fallite ditte che erano in credito di quattrini (parecchi) da entità pubbliche.
Si sono verificati anche casi di suicidi di imprenditori che si sono arresi dopo aver accumulato debiti con le banche cui si erano affidati per coprire provvisoriamente i mancati pagamenti degli Enti pubblici.

Tutto questo non è assolutamente tollerabile: deve essere sancito il principio che il debitore vittima del comportamento di Uffici della 'res publica' debba essere salvaguardato, impedendone il fallimento e/o trasferendo all'Ente pubblico il debito accumulato (ovviamente per l'entità del credito vantato nei confronti della pubblica Amministrazione coinvolta).

Questo 'principio' DEVE ESSERE INSERITO NEL 'CONTRATTO DI SERVIZIO' stipulato dalla 'res publica' con i suoi cittadini: "CONTRATTO DI SERVIZIO" chiamato "COSTITUZIONE" !!

C.  -  RIFORME  FORTEMENTE  RACCOMANTATE

C.1 - In condizioni di razionale gestione della fiscalità e del 'raccolto' da essa provvisionato, sarà funzionale il prevedere l'esistenza di due 'ordini' di imposizione fiscale:

a) imposizione destinata a coprire i costi dei servizi che la 'res publica' è impegnata ad assicurare a TUTTI, calcolata nella misura definita da studi effettuati su altri Paesi 'civili' ed I CUI PROVENTI DEBBONO ESSERE DISTRIBUITI  IN TEMPO REALE DAL COLLETTORE DELLE ENTRATE AGLI 'ENTI' DESTINATARI, suddividendoli in funzione RIGOROSA

- del numero e della composizione anagrafica (età) dei cittadini serviti, 

- dell'estensione, conformazione morfologica e delle condizioni idrogeologiche medie del territorio di relativa competenza;

b) altre imposizioni decise da 'enti' che intendano fornire un livello dei servizi più elevato di quello standard ... IMPOSIZIONI APPROVATE DAI CITTADINI INTERESSATI.   

a)

In questi giorni si sente parlare di imposte che dovrebbero restare al 90% sul territorio di domicilio di chi le ha pagate. L'impostazione corretta è un'altra!

 Ora, la 'res publica' (che sia Repubblica, Federazione o qualsiasi altra cosa) ha diritto di esistere SOLO PERCHE' DEVE SERVIRE I SUOI CITTADINI: oltre a funzionare, cioè, la 'res publica' deve fornire ai suoi cittadini una serie di servizi, ben definiti in numero, quantità e qualità dal 'contratto di servizio' stabilito!  QUEI SERVIZI HANNO UN COSTO CHE DEVE ESSERE CORRETTAMENTE E VELOCEMENTE COPERTO DALLA IMPOSIZIONE GENERALE! 

Su questo non è lecito scherzare né è lecito passarlo in secondo ordine! Per questo, qualsiasi pretesa di 'trattenere' una qualsiasi aliquota fissa di entrate tributarie sul posto ove si è generato il reddito o la prestazione che le ha giustificate è assolutamente improponibile.

E' però lecito chiedersi 'quantum' debba entrare nelle casse delle Amministrazioni Locali. La risposta è semplice: quel che onestamente serve per coprire i costi dei servizi resi con 'diligenza e sana propensione al risparmio' (costi calcolati con riferimento ai costi degli stessi servizi rilevati in altri Paesi 'civili')  e questo 'quantum' deve essere assicurato alla 'res publica', dalla fiscalità generale e con aliquote uguali su tutto il territorio assieme al suo puro costo di funzionamento, anche questo calcolato con 'diligenza e sana propensione al risparmio'.

Il 'quantum' di cui al paragrafo precedente non deve essere lasciato al capriccio o alle prevaricazioni degli amministratori: esso devee essere calcolato tenendo conto dei parametri citati nella cella qui a fianco, a sinistra.

 

b)

Gli Enti Locali dovranno avere la facoltà di proporre imposizioni di scopo DESTINATE A RESTARE INTERAMENTE SUL POSTO ED UTILIZZATE INTERAMENTE PER LO SCOPO DICHIARATO.

Nell'ambito di una 'Democrazia a filiera corta', l'adozione di simili imposte dovrà essere approvata dai cittadini con referendum o anche per SILENZIO-ASSENSO ... il concetto credo sia chiaro.

C.2 - UNIFICAZIONE DEL PARLAMENTO IN UNA SOLA 'ASSEMBLEA NAZIONALE' (con adozione del principio della 'doppia maggioranza', di voti e di territori, eventualmente mitigato) (leggi la pagina sul sistema elettorale, ai PUNTI  B.6, B.7, B.8) - e ordinario funzionamento delle Commissioni in sede legislativa (multi-tasking), salvo richiamo, SEMPRE POSSIBILE, all'Assemblea plenaria da parte di un adeguato numero di parlamentari.