PETIZIONE  PROMEMORIA

Alla Petizione dettagliata, redatta in formato PDF (pronta per essere stampata, sottoscritta ed inviata alle Camere) - click qui)

Quello riportato a seguire è solo un 'indice' della petizione-promemoria, cui si rimanda per una più approfondita presa d'atto.

Ecco l''indice':

Elenco di RIFORME ISTITUZIONALI

1 - SEPARAZIONE DEI POTERI LEGISLATIVO ED ESECUTIVO – con abrogazione dell'articolo 94 della Costituzione, elezione diretta del Governo (non del solo leader-führer) e correzioni conseguenti.

2 - UNIFICAZIONE DEL PARLAMENTO IN UNA SOLA 'ASSEMBLEA NAZIONALE'

3 - ELIMINAZIONE DELLE REGIONI e rivitalizzazione/trasformazione delle Province in Federazioni/ Consorzi  di Comuni (e loro eventuale intitolazione come “Cantoni”):

con definizione e delimitazione delle loro competenze, mai concorrenti con altre Istituzioni (Stato o Comuni);

attribuzione ai 'Cantoni' del potere di procedere alla zonizzazione delle norme, che dovranno essere uniche a livello nazionale (per cui riteniamo indispensabile riunificare TUTTE le normative Regionali vigenti);

analogo conferimento di potere dovrà essere riservato ai Comuni per le zonizzazioni urbanistiche.

4 - imposizione alla Repubblica ed alle Istituzioni locali del dovere di mettere tempestivamente a disposizione dei cittadini l'INFORMAZIONE COMPLETA, CORRETTA E DOCUMENTATA SULLA PROPRIA ATTIVITÀ.

5 - RICONOSCIMENTO SEMPRE, COMUNQUE ED OVUNQUE DEL DIRITTO ALLA AUTODETERMI-NAZIONE POLITICA ED ANCHE ECONOMICA non solo dei Paesi, ma anche delle comunità oggi non autonome ma onestamente riconoscibili come tali.

6 - SISTEMATICO ESAME da parte di una Consulta ampliata e riformata DELLA COSTITUZIONALITÀ E DELLA COMPRENSIBILITÀ DELLE LEGGI, prima della loro promulgazione.

7 - imposizione alla Repubblica ed alle Istituzioni locali del dovere di gestire le risorse disponibili con LA DILIGENZA E L'OCULATEZZA CHE ORDINARIAMENTE CI SI ASPETTA DAL BUON PADRE DI FAMIGLIA.

8 – Equa distribuzione, rigidamente regolata, dei proventi della fiscalità generale. Imposizioni locali di scopo.


Sezione di Democrazia Rappresentativa: riforma dei sistemi elettorali

9 Questione di principio: RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO DI OGNI CITTADINO AD ESSERE SEMPRE ED EGUALITARIAMENTE RAPPRESENTATO IN PARLAMENTO ED IN OGNI ASSEMBLEA/CONSIGLIO, ANCHE LOCALE.

10– Concentrazione di tutte le ELEZIONI IN UN UNICO ANNO (1 ogni 5 o 1 ogni 4) chiamato 'anno elettorale'.

11 – Venendo meno la abusata scusa della ricerca della stabilità (grazie a quanto previsto dal Punto 1), il Parlamento dovrà/potrà smettere di essere riserva di caccia delle solite organizzazioni (partiti) per poter accogliere nelle sue file tutti quei CITTADINI AUTENTICAMENTE ED AUTONOMAMENTE ONOREVOLI CHE VIVONO ED OPERANO nelle varie espressioni ed articolazioni delle nostre comunità.

12 - intervento dell''Ente pubblico' per assicurare l'effettiva APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 51 DELLA COSTITUZIONE in tema di concorso dei cittadini alle cariche elettive 'in condizioni di eguaglianza';

13 – DIVERSIFICAZIONE DEL 'PESO' DEGLI ELETTI in proporzione al consenso elettorale conseguito.

14 - adozione di un meccanismo che renda effettivo il diritto di cui al punto 9,con conferimento del 'peso' proprio di ogni non-eletto all'eletto che ognuno di essi ritenga più vicino a sé;

15 - concreta definizione del criterio della 'DOPPIA MAGGIORANZA', di voti e territori, in una qualsiasi votazione dell'Assemblea.


Sezione di Democrazia Diretta : necessaria introduzione di strumenti adeguati

16 – Prescrizione di TRASPARENZA ASSOLUTA, ANCHE PREVENTIVA, da parte delle Assemblee deliberanti.

17 - 'LIBERALIZZAZIONE DELLA POLITICA' mediante equiparazione di tutte le aggregazioni, le associazioni, i comitati regolarmente costituiti che anche occasionalmente intendano interessarsi alla politica.

18 - Diritto dei cittadini a ricevere risposte adeguate alle loro domande e risposte motivate alle loro propo

19 - Adozione dello strumento REFERENDARIO per consegnare ai cittadini-sovrani il potere ultimo di decidere DIRETTAMENTE sulle questioni controverse.

20 - Intervento DEMOCRATICO DIRETTO, continuo e vincolante sulle priorità: graduatorie vincolanti

 

PERCORSO ISTITUZIONALE

Una corretta riforma Costituzionale non può essere viziata alla base dalla incostituzionalità della legge elettorale con cui siano stati eletti i/le 'padri/madri costituenti', in relazione al livello di rappresentatività conseguito grazie al sistema di voto.

È per questo che NON ACCETTIAMO né la pseudo-riforma malauguratamente approvata nei mesi scorsi, né la legge elettorale oggi vigente per l'elezione della Camera.

Indichiamo dunque a seguire i passi da compiere ed i punti da tenere ben presenti per regolare quella necessaria stagione RI-COSTITUENTE che renda possibile la rinascita di un Paese-modello di civismo e di efficiente Democrazia.

Si dovrà/nno approvare e promulgare una/più legge/i:

A) – Legge Costituzionale che comporti l'approvazione/attuazione della prima semplicissima ma essenziale riforma indicata in questa petizione;

B) – Leggi elettorali per la Camera e per il Senato (questa da utilizzare per UNA SOLA, PRIMA ED ULTIMA VOLTA) che recepiscano quanto indicato nella proposta n. 9 di questa petizione;

C) – Legge Costituzionale che dia la stura

C1) – al 'CANTO DEL CIGNO' dell'Istituzione-SENATO (destinata a scomparire), eliminandone da subito la competenza sulla legislazione ordinaria (che resterebbe di competenza della Camera dei Deputati) ed affidando allo stesso CIGNO-Senato un duplice compito:

quello di redigere una nuova Costituzione che configuri una DEMOCRAZIA almeno somigliante a quella che è stata sommariamente tratteggiata in questa petizione ed articolata in parti omogenee e funzionali, da approvare separatamente dai cittadini-sovrani;

quello di ricomporre l'omogeneità legislativa nazionale, riassorbendo tutte le diverse legislazioni regionali e prevedendo, nella legislazione risultante, la possibilità di deferire ai Consigli Provinciali il compito di zonizzare le norme definite;

C2) – al blocco dell'attività legislativa dei Consigli Regionali (ed il loro scioglimento);

C3) – all'affidamento alle Giunte Regionali dell'incarico di distribuire in carico alle Province sia il personale dipendente dalle Regioni, sia il patrimonio di proprietà regionale;

C4) – al trasferimento in capo alle Province di tutti gli uffici decentrati oggi facenti capo alle Regioni.