La presente petizione è presente in formato PDF: stampabile e pronta per essere eventualmente sottoscrivibile per l'invio al Parlamento.

Dopo l'inaccettabile 'deforma' Renzi-Boschi, qui è solo tratteggiato un percorso istituzionale corretto per portare una decente riforma al giudizio dei cittadini

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NOI SOTTOSCRITTI, CITTADINI DELLA REPUBBLICA ITALIANA, inviamo alla Loro attenzione il presente documento.

PETIZIONE : ai sensi dell'articolo 50 della vigente Costituzione

Noi riteniamo che una corretta riforma Costituzionale non possa essere viziata alla base dalla incostituzionalità della legge elettorale con cui siano stati eletti i/le 'padri/madri costituenti', in relazione al livello di rappresentatività conseguito grazie al sistema di voto. Per questo NON ACCETTIAMO né la-riforma malauguratamente approvata nei mesi scorsi, né la legge elettorale oggi vigente per l'elezione della Camera.

Indichiamo dunque a seguire i passi da compiere ed i punti da tenere ben presenti per regolare quella necessaria stagione RI-COSTITUENTE che renda possibile la rinascita di un Paese-modello di civismo e di efficiente Democrazia.

Si dovrà/nno dunque approvare e promulgare una/più legge/i:

A) – una Legge Costituzionale che comporti, finalmente, la SEPARAZIONE DEI POTERI LEGISLATIVO ED ESECUTIVO – con abrogazione dell'articolo 94 della Costituzione, elezione diretta del Governo (non del solo leader-führer) e correzioni conseguenti.

Il Governo, legittimato dal diretto voto popolare ma privato di qualsiasi forma e misura di potere legislativo, potrà restare 'serenamente' in carica per tutta la legislatura gestendo il solo potere esecutivo, ovviamente di sua stretta competenza.

Il Parlamento non potrà sfiduciare il Governo ed eserciterà il potere legislativo libero dai ricatti di un esecutivo non più in grado di minacciare di “mandare tutti a casa”. E i membri del Parlamento troveranno l'unico modo di emergere nel lavorare BENE e non nel fare lo sgambetto al Governo!;

B) – Leggi elettorali a tutto campo che recepiscano l'irrinunciabile riconoscimento DEL DIRITTO DI OGNI CITTADINO AD ESSERE SEMPRE ED EGUALITARIAMENTE RAPPRESENTATO IN PARLAMENTO ED IN OGNI ASSEMBLEA/CONSIGLIO, ANCHE LOCALE.

La sovranità appartiene al popolo ...”, costituito dall'insieme dei cittadini. I cittadini, dunque, sono titolari del potere e, per questo, non deve essere lecito cancellarli dalle Istituzioni se non per loro rinuncia a partecipare. Condizione prima ed indispensabile perché un potere possa dirsi gestito da un suo titolare è l'esistenza di un 'filo di Arianna' che il titolare stesso possa seguire per giungere ad interloquire con il depositario pro tempore della sua delega (anche quando fosse -e sarà- regolata dall'adozione di strumenti possibili di Democrazia Diretta).

Non è dunque accettabile che quel filo sia 'tagliato' con perversi meccanismi di 'sbarramento': i cittadini che vedano 'tagliato' il loro voto diventano 'CLANDESTINI IN PATRIA', PRIVATI DELLA LORO DIGNITÀ DI CITTADINI, comunque tenuti ad obbedire a leggi imposte da 'ESTRANEI' ed a versare una sorta di pizzo ad una 'Repubblica' che li ha seccamente esclusi. Rivoltando un motto reso celebre da una forza politica oggi in voga, pretendiamo che diventi continuamente vero che “NESSUNO VALE ZERO”.

Altro aspetto negativo della legislazione vigente è quella della DEFORMAZIONE dei voti per effetto dei previsti premi di maggioranza: grazie ad essi ci sono elettori che 'pesano' più di altri, ovviamente e spudoratamente in barba all'articolo 3 della ancor vigente Costituzione.

Attivando la separazione assoluta tra potere esecutivo e potere legislativo, questa distorsione verrebbe ad essere inutile ed immediatamente superabile.

C) – Legge Costituzionale che dia la stura

C1) – al 'CANTO DEL CIGNO' dell'Istituzione-SENATO (destinata a scomparire), eliminandone da subito la competenza sulla legislazione ordinaria (che resterebbe di competenza della Camera dei Deputati) ed affidando allo stesso CIGNO-Senato un duplice compito:

quello di redigere una nuova Costituzione che configuri una APERTA, CONSAPEVOLE, EFFICIENTE, SOLERTE, SOLIDALE, TRASPARENTE DEMOCRAZIA, con qualificanti strumenti e spazi di Democrazia Diretta;

quello di ricomporre l'omogeneità legislativa nazionale, riassorbendo tutte le diverse legislazioni regionali e prevedendo, nella legislazione risultante, la possibilità di deferire ai Consigli Provinciali il compito di zonizzare le norme definite;

C2) – al blocco dell'attività legislativa dei Consigli Regionali (ed il loro scioglimento – altrimenti cosa ci starebbe a fare il punto precedente?);

C3) – all'affidamento alle Giunte Regionali dell'incarico di distribuire in carico alle Province sia il personale dipendente dalle Regioni, sia il patrimonio di proprietà regionale;

C4) – al trasferimento in capo alle Province di tutti gli uffici decentrati oggi facenti capo alle Regioni.