ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

L'articolo 83 della Costituzione, così come lo vorrebbero modificare il gatto e la volpe, brillantemente interpretati dalle loro eccellenze Renzi e Boschi, recita:

Articolo 83

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.

L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea.

Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell'assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

 

Grazie alla legge 'Italicum', il nostro Fūhrer disporrà sicuramente di almeno 340 voti di fedeli Parlamentari.

Ebbene, anche ipotizzando che tutto il Senato-bonsai per miracolo gli diventasse ostile, coloro che volessero eleggere un Presidente non gradito al 'capo' avrebbero al massimo (630 + 100) - 340 = 390 voti, pari al 53,42% dei componenti dell'Assemblea. 

Ora, 53,42% è MENO DEI  3 / 5, quindi è impossibile che 'altri' possano eleggere un Presidente della Repubblica inviso al beneamato Fūhrer.

E' dunque chiaro che se nessun altro può riuscire ad eleggere un Presidente è ovvio che, magari dopo trattative snervanti, di ben studiati VOTI DI SCAMBIO con promesse di cariche in enti di secondo livello o in partecipate statali, o con promessa di essere immessi come capi-lista in una lista vincente e bloccata nelle successive elezioni, solo il nostro  Fūhrer potrà avere il Presidente che vuole. 

ELEZIONE-NOMINA DELLA MAGGIORANZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

 

Il primo comma dell'articolo 135, così come modificato dalla 'deforma' Renzi-Boschi, recita:

Articolo 135 (comma 1°)

La Corte costituzionale è composta da quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica

 

Conferma di quanto ho scritto alla pagina precedente sulla possibilità che chi si impossessi della maggioranza parlamentare e NOMINA un suo Presidente della Repubblica ha in mano anche la Consulta.  Non serve andare oltre tanto è evidente! 

PESANTE INFLUENZA SULLE NOMINE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

 

E' conseguenza diretta della composizione del Parlamento, ben distaccato da quella che è la vera composizione dei suffragi elettorali.

Colpa dell'Italicum, che si appoggia bene alla 'deforma'.