PER stimolare l'inventiva e la ricerca
E per facilitare la presa in esame da parte delle aziende dei prodotti dell'intelletto

Alla Petizione in formato PDF  (click qui)

Questa petizione chiede al Parlamento di voler sollecitare il risveglio della attenzione del nostro Paese per ogni tipo di ricerca e/o di soluzione tecnica messa in essere da tutti gli studiosi, anche di quelli non integrati in strutture dedicate.

Si possono evidenziare due tipi di problemi:

- la promozione del 'già fatto;

- il conferimento di un'adeguata notorietà alle problematiche irrisolte.

 

1. promozione del 'già fatto'  (l'offerta)

Le aziende che promuovono la ricerca al proprio interno o che la finanziano nell'ambito di altre strutture sono certamente orientate a sfruttare a fondo i risultati di questi loro investimenti, ma ci sono anche altre espressioni dell'inventiva spicciola di tanti operatori che restano solo inutilizzate 'occasioni sprecate'.

Tra tali espressioni dell'inventiva è lecito considerare non solo le estrose invenzioni brevettate da estemporanei 'geni' autoctoni, ma anche il frutto di ricerche sviluppate a titolo personale da studenti in occasione di tesi di laurea, da docenti sottovalutati ed emarginati da 'baroni' superbamente autoreferenziali, da studiosi comunque motivati.

È sicuramente un colossale errore lasciar morire in archivi polverosi i risultati di queste forme di ricerca anche spicciola e destrutturata. È ben vero che tra quelle carte ci sono sicuramente proposte risibili (quando non siano vere e proprie buffonate) o idee di valore tanto scarso da non promettere nulla di buono dal punto di vista della redditività procurata, è possibile, però, che lì, tra quelle carte, ci siano 'scatti di genio' che possano essere utilmente sfruttati.

È per questo che può servire il considerare un paio di possibilità:

perché non incaricare il personale docente universitario di valutare sistematicamente le idee che vengano messe in circolazione da singoli cittadini-progettisti per conferire a tali idee almeno una 'patente di attendibilità teorica' da spendere per convincere le aziende a far proprie le proposte da lì provenienti?

oppure, perché non stipulare apposite convenzioni con strutture inserite in 'poli tecnologici', incaricandole di conferire tali 'patenti'?

Questa attività di validazione offerta ai proponenti di innovazioni/invenzioni dovrebbe essere condizionata alla disponibilità dei proponenti a trasferire parte della 'proprietà intellettuale' delle loro idee all''ente' esaminatore (che ne dovrebbe riconoscere un'aliquota al proprio personale, specie quello direttamente protagonista dell'operazione di 'validazione').

In ogni caso, questa attività comporterà un miglioramento dello stato delle conoscenze degli esaminatori che, anche per poter esprimere valutazioni corrette, si troveranno nella necessità di approfondire ed aggiornare le proprie conoscenze.


2. notorietà delle problematiche insolute   (la domanda)

Per stimolare gli studiosi di qualsiasi livello alla ricerca in campi bisognosi di rinnovamento di tecniche produttive e/o di soluzioni commerciali innovative, il Ministero dello Sviluppo Economico potrebbe/dovrebbe mettere a disposizione, in rete, una elencazione di problemi insoluti, di punti deboli di procedimenti produttivi, di aree 'vergini' da esplorare, conservando rigorosamente l'anonimato dell'azienda proponente dei quesiti.

Ogni punto dell'elenco dovrebbe essere linkato ad una paginetta chiarificatrice di quanto richiesto alla ricerca.

Lo stesso Ministero dovrebbe

acquisire le eventuali 'risposte' ricevute sotto forma di brevetti di invenzione o di utilità, di progetti o di lay out produttivi,

comunicare al ricercatore/progettista i dati relativi all'azienda proponente il quesito e

depositare in un apposito archivio gli elaborati messi a disposizione dallo stesso ricercatore/progettista al fine di stabilire e definire temporalmente la proprietà intellettuale di quanto proposto.