REGOLAMENTAZIONE DELL'ATTIVITà FINANZIARIA

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Le attività produttive e quelle economico-finanziarie debbono essere ripensate e dimensionate in funzione dell’uomo e delle sue comunità, accontentandosi di restare al suo prezioso servizio e non puntando ad esserne le ossessive padrone.

Nella lotta che deve essere finalmente ingaggiata tra la politica 'verticale' delle comunità e degli Stati e quella 'trasversale' dei potentati finanziari mondiali, è giunta l'ora che la politica 'verticale' sfoderi con determinazione l'arma in suo possesso: il diritto di imporre le regole.

Lo scenario internazionale che si è creato con la selvaggia globalizzazione che abbiamo subito e che continuiamo a subire dimostra la assoluta necessità sociale/economica/politica di compiere una azione di forza da parte delle politica 'verticale': un'azione ferocemente tesa a ripulire la finanza ed a difendere i risparmi degli onesti ed esasperati risparmiatori dalla presenza dei malfattori che si permettono di prenderli per i fondelli e di far dissolvere nel nulla le risorse che quei benemeriti accumulano e mettono a disposizione delle attività economiche.

Per invertire la tendenza verso il disastro che stiamo rincorrendo può già essere sufficiente che la politica 'verticale' dimostri di 'avere gli attributi' ed imponga ex-lege trasparenza e serietà:

▪ può già essere sufficiente che chi disponga di risorse reali possa distinguere con certezza l'onesto investimento dal gioco d'azzardo;

▪ e può servire che sia imposto agli investitori istituzionali (fondi pensione) di investire piuttosto che azzardare.

Borse

Oggi (come lo sarebbe già stato ieri) è necessario che le Borse tornino ad essere semplicemente un punto di raccolta di capitali da consegnare alle aziende perché le utilizzino soprattutto nella produzione di BENI e di riscontrabili servizi. Sono quindi almeno due i provvedimenti da assumere per ri-generare sufficiente serietà:

▪ obbligo per chi vende di detenere legittimamente quel che vende (assolutamente nessuna vendita allo scoperto) e la vendita dev'essere immediatamente perfezionata;

▪ per conferire alle compravendite di titoli la dignità di scelta economica e non di estemporaneo gioco di società o d'azzardo, è necessario imporre che i titoli stessi restino nelle mani degli acquirenti per un periodo minimo definito (sei mesi?): chi acquisti un titolo lo deve fare solo perché convinto della sua bontà nonché della solidità e serietà della struttura economica che lo emette, non per giocare ad una estemporanea roulette.

Razionalmente, la regola appena suggerita dovrebbe prevedere due diverse condizioni liberatorie delle somme investite:
a) nel caso in cui si abbia una riduzione del valore dei titoli acquisiti, cioè in caso di vendita in perdita;
b) in caso di dichiarata necessità di recuperare liquidi da parte del detentore dei titoli stessi prima della scadenza minima definita.

In questo caso, però, sarà necessario condizionare la vendita alla limitazione dell'eventuale utile a quello che sarebbe maturato applicando al valore dei titoli il tasso degli interessi legali in vigore sulla piazza su cui il titolo è trattato. L'eventuale surplus di utile dovrebbe andare al fisco di competenza.

Casinò finanziari.

La necessità di ripristinare l’originaria funzione delle Borse non può togliere agli incoscienti ed ai predatori la voglia e l'opportunità di tentare la sorte cercando arricchimenti rapidi, magari frutto di bieca e furba rapacità.

Chi voglia 'giocare' con i 'prodotti finanziari fantasia' e quei 'derivati' che hanno inondato i mercati e li hanno trasformati in estemporanei casinò, lo faccia pure, ma la sua attività sia costretta a svolgersi in 'recinti' anche virtuali (telematici) ben delimitati. Quei “CASINÒ-FINANZIARI” siano anche ostentatamente denominati come tali e restino separati dai circuiti borsistici in forza di una specifica rinnovata normativa internazionale estesa a tutte le attività finanziarie (riedizione aggiornata ed adattata all'attualità finanziaria della legge Glass-Steagall).

Un'ultima spinta nella direzione giusta potrebbe venire dalla applicazione agli utili conseguiti da chi operi negli ambiti di questi Casinò di adeguate aliquote di imposizione, concordate a livello internazionale.