Liberi dal potere oligarchico e dagli inutili e dannosi intermediari:

Democrazia a filiera corta

Ovviamente, se osiamo parlare di DEMOCRAZIA, dobbiamo agire per eliminare lo strapotere di 'quelli là', cioè di quell'insieme oligarchico che ci domina e che, essendo connaturato alle istituzioni da esso stesso costruite, è immune da ogni 'rischio di contaminazione democratica': dobbiamo liberarci di 'loro' e del loro prevaricatore e costoso sistema di potere, mettendo i cittadini in condizione di esercitare veramente, direttamente ed in modo efficiente la loro sovranità.

Dopo aver aperto il periodo con “... se osiamo parlare di DEMOCRAZIA ...”, è stato necessario puntualizzare “... esercitare veramente, direttamente ed in modo efficiente la loro sovranità.”, perché, se restasse solo quella delegata (rappresentativa), la democrazia non sarebbe affatto tale,

- sia perché è impossibile trattare in una campagna elettorale tutti i problemi che emergeranno nel corso della durata del mandato,

- sia perché è impossibile che un qualsiasi elettore sia d'accordo con TUTTO quanto propone la persona o la lista cui assegna il proprio voto,

- sia perché nel corso del periodo di durata del mandato conferito con le elezioni capitano necessariamente fatti imprevedibili, nascono nuovi problemi, spuntano idee nuove che, essendo posteriori allo svolgimento delle elezioni stesse, sicuramente non sono stati oggetto della riflessione e del ragionamento che è stato alla base del conferimento delle deleghe da parte dal 'popolo sovrano'.

Per questo, anche in condizioni ottimali, in regime di 'democrazia rappresentativa' la delega elettorale comunque arraffata viene sistematicamente usata anche ben oltre lo specifico volere dei deleganti.

Per quanto appena esposto,

- affermiamo senza tema di essere smentiti che la democrazia rappresentativa, se restasse l'unica espressione della sovranità popolare, continuerebbe ad essere quella istituzionalizzata prevaricazione che oggi è,

- e sosteniamo che perché ci sia vera democrazia debbono essere approntati e resi fruibili adeguati spazi ed agili strumenti di intervento diretto dei 'cittadini sovrani' per il controllo, la verifica, la rettifica delle scelte o non-scelte dei rappresentanti-delegati: deve, cioè, essere attivata una 'filiera corta del potere democratico'.

'Filiera corta' : Democrazia a

Visto quanto ho scritto finora, è evidente l'intenzione di proporre il superamento della stessa idea di partito, di lista, di coalizione.

L'idea centrale, infatti, è quella di portare le persone (i “cittadini”) ad esercitare davvero, democraticamente ed efficacemente, quella sovranità che è usata come collutorio dalla nostrana CASTA:

- sono i cittadini che debbono pretendere di essere finalmente “sovrani”, scalzando le gattopardesche, arroccate, inamovibili gerarchie di partito, vere 'catene della grande distribuzione' di un artefatto consenso politico, costruito utilizzando mezzi e metodi della più sfacciata pubblicità commerciale;

- sono i cittadini che debbono rivendicare istituzioni aperte al loro controllo ed al loro diretto intervento;

- sono i cittadini che debbono impegnarsi nell'acquisire piena conoscenza dei problemi della gestione della comunità e debbono pretendere di disporre di strumenti di informazione sufficienti a tale acquisizione di conoscenza;

- sono, infine, i cittadini che debbono rifiutare qualunque etichettatura o subordinazione a leader, capi, duci, guru, pagliacci, spaventapasseri, ecc. e farsi carico direttamente, in ultima istanza, della responsabilità della gestione della cosa pubblica.

Alla 'catena della grande distribuzione politica' deve sostituirsi un sistema a 'filiera corta': un sistema che preveda sì il conferimento di deleghe alla gestione della 'res publica', ma conferisca tali deleghe a persone singole (non messe lì da cosche di partito) soggette sempre e comunque al controllo diretto dei cittadini sovrani (questo conferimento di deleghe 'a persone singole' dovrà razionalmente prevedere una sola eccezione ...).

Protagonista della politica deve divenire il tessuto sociale: associazioni, gruppi, singoli cittadini che, su tematiche di loro interesse, abbiano voglia e possibilità di esaminare i fatti e le situazioni locali e/o nazionali della cosa pubblica, di studiare ed avanzare proposte, di confrontarsi, di controllare i 'delegati', di imporre loro le scelte operate dai cittadini sovrani.

E tutto questo deve avvenire senza l'intervento di spudorati ed invadenti organi di intermediazione (partiti), accorciando quella 'filiera istituzionale' che oggi vanifica ogni pretesa di esercizio della sovranità popolare: i meccanismi istituzionali debbono divenire esemplarmente aperti e ricettivi. Essi debbono, cioè:

- consentire a tutte le espressioni della società civile di essere protagoniste attive, propositive e razionalmente influenti sulle scelte;

- mettere a disposizione dei cittadini strumenti semplici, razionali, ragionevoli ed efficaci di intervento diretto sulle scelte operate dai 'delegati'.

È chiaro che un simile innovativo approccio alla politica ESIGE L'ADOZIONE DI UNA NUOVA CARTA COSTITUZIONALE, comunque chiamata, CHE ACCOLGA LO SPIRITO DEI PRINCIPI ESPOSTI (SOLO A TITOLO DI ESEMPIO, vedere il Patto Costituente dettagliatamente -fin troppo!- descritto nel sito)