Scheda 8 - Rapporti con l'istituzione giudiziaria

Alla scheda precedente

8.1) - Ogni individuo ha il diritto irrinunciabile al riconoscimento della sua personalità giuridica, quindi non può essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù.

Ogni individuo, in qualsiasi occasione, è soggetto autonomo.

Non è mai elemento indistinto di una massa.

Non è mai un numero.

Non è mai "appendice" di un altro individuo e non può esserlo.

8.2) - Nessun individuo può abdicare alle proprie responsabilità

Nessuno può nascondersi nella folla, nel gregge: ognuno ha proprie responsabilità e non è mai giustificato dal fatto che altri si comportino scorrettamente o stupidamente.

Ognuno deve agire nell'ottica di chi non può nascondersi, perché ogni individuo deve rendere ragione del proprio operato, oltre che alla società civile di cui fa parte, anche e soprattutto a se stesso. E da se stessi è difficile fuggire ...

8.3) - L'individuo incapace per qualsiasi ragione di autotutelarsi deve essere tutelato dalla società e dalle sue leggi, in spirito di solidarietà.

Purtroppo esistono individui che per le più svariate ragioni non sono in grado di comprendere appieno quelle che sono le regole della vita sociale, che non riescono a realizzare un concreto approccio alla realtà e che, quindi, non sono in grado di sostenere l'urto con il mondo.

Queste persone, che vivono un'esperienza umana diversa da quella della maggioranza dei componenti l'umanità (ma non per questo meno degna) possono risultare facili vittime di persone senza scrupoli.

È vero che quasi sempre gli stessi famigliari li circondano con amore ed attenzioni sufficienti a controllare e, se necessario, a surrogare il loro agire nei confronti della società, ma succede anche il contrario e succede che queste persone si trovino ad essere sole ed in balìa di persone che non le rispettano. Verificandosi quest'ultima situazione, è necessario che la società nel suo complesso si faccia carico di garantire che siano tutelati tutti i diritti dell'individuo, di qualsiasi genere essi siano. Questa non è magnanimità, è preciso dovere, come è preciso diritto per chiunque, in qualsiasi fase della vita (senilità), il poter contare su questo atteggiamento della società civile.

8.4) - Tutti sono eguali dinanzi alla legge ed hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte delle strutture incaricate di farla rispettare.

Questo principio deve essere ricordato non solo in riferimento a trattamenti diversi tra individui più o meno potenti, deve essere richiamato anche in riferimento ad individui di razza, sesso, religione diversa ... ed in riferimento alla città di origine (la Giustizia non deve tendere ad aiutare coloro che risiedono nella località in cui ha sede il Tribunale a scapito della vera giustizia e contro chi viene da fuori .!.).

8.5) - Ogni individuo ha diritto ad acquisire l'effettiva conoscenza della legislazione vigente nel suo Paese.

Le leggi devono essere semplici nella loro formulazione.

Non è giusto che un cittadino di normali doti naturali, ma di istruzione pari a quella impartita dalla scuola dell'obbligo non sia in grado di raccogliere tutta la normativa esistente su un argomento di suo interesse. Se non è in grado di arrivare a conoscere le leggi che dovrebbe rispettare, è sommamente ingiusto che possa essere condannato in base ad esse.

Questo principio deve essere sempre presente al legislatore: le leggi sono per la gente, non per gli avvocati!

8.6) - Tutti, senza alcuna limitazione di censo, carica o posizione sociale, sono egualmente tenuti al rispetto delle leggi vigenti nel loro Paese, quando tali leggi non siano in contrasto con i principi richiamati in queste  ‘Schede’.

L'uguaglianza di tutti di fronte alla legge deve presentare anche questo aspetto: nessuno può essere esonerato dal rispetto delle giuste leggi che regolano la vita del suo Paese e del Paese che eventualmente lo ospita.

Sono giuste tutte le leggi che siano stilate nel rispetto dei Doveri degli Stati e non violino i diritti fondamentali dell'uomo e non creino discriminazioni.

8.7) - Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Non serve alcun commento!

8.8) - Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumani o degradanti.

Ogni appartenente all'umanità resta un uomo anche quando sbaglia.

È giusto che chi sbaglia sia punito, ma in ogni caso deve essere rispettata la sua dignità di uomo. Questo rispetto si deve concretizzare, oltre che nell'assicurare l'esistenza di corrette condizioni di vita negli istituti di pena, anche mediante l'esperimento di un serio tentativo di recuperare il colpevole alla corretta vita civile.

8.9) - Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

Se la società civile agisse secondo gli impulsi del momento, secondo gli umori dei suoi componenti, il linciaggio sarebbe una forma di giustizia molto in uso, e, purtroppo, il linciaggio morale lo è ancora.

La calma, la serenità di giudizio, il controllo di prove e testimonianze devono essere parte integrante di qualsiasi procedimento giudiziario. Questo non vuol dire che i fascicoli processuali debbono accumulare quintali di polvere, anzi!, ma è doveroso concedere a qualunque imputato l'opportunità di presentare nel migliore dei modi la propria posizione.

Solo al termine del processo l'imputato può essere giudicato colpevole.

Se la condanna è ad una pena detentiva, può essere tollerato che nelle more tra primo e secondo grado di giudizio siano applicate misure di restrizione cautelare delle libertà di movimento. Questo allo scopo di eliminare la cavillosità formale innata in troppi legali.

8.10) - Nessun individuo sarà condannato per un comportamento che non costituisse reato al momento in cui sia stato perpetrato. Non potrà mai essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

È ovvio: si può accusare qualcuno di aver violato la legge solo se la legge medesima era in vigore al momento in cui il gesto "criminale" è stato compiuto. È un principio di diritto antico ma indiscutibile.

8.11) - Nessun individuo può godere di immunità od impunità incondizionata o illimitata.

Il Presidente della Repubblica Italiana può essere accusato solo di attentato alla Costituzione, di alto tradimento e di poche altre quisquilie del genere: tutto questo è ingiusto!

I Parlamentari godono fin dall'inizio di un'azione giudiziaria di un trattamento differente da quello riservato ai cittadini "normali": anche questo è ingiusto!

Coloro che per ragioni istituzionali possono godere di un trattamento diverso da quello "normale" debbono goderne solo in sede di applicazione di un'eventuale pena, che può solo essere differita nel tempo per ragioni di opportunità. Nessun altro privilegio ha motivo di esistere.

8.12) - Non può esistere vizio di forma sufficiente ad invalidare un processo in cui siano stati oggettivamente rispettati i diritti della difesa.

È necessario che si tenti di recuperare alla società civile coloro che sbagliano, ma è anche (se non più) importante che la società civile si difenda (e difenda i più deboli) da eventuali nemici incalliti.

Non è giusto che venga rimesso in libertà un pluriassassino perché manca un timbro su un foglio.

Nei procedimenti giudiziari (specie penali) deve essere prevalente la salvaguardia della sostanza, che è la ricerca della verità. Per questo, quando si riscontri la sussistenza di un errore formale è necessario che si verifichi se i diritti della difesa siano stati sostanzialmente rispettati e se non si siano commessi errori di sostanza nel giudizio. Nel caso in cui entrambe le verifiche avallino la sostanza dell'opera dei Magistrati, al condannato debbono essere riconosciuti solo due diritti: quello di mettersi il cuore in pace e di convincersi a cambiare vita.

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