Scheda 4 - Libertà di ricerca finalizzata all'individuazione del proprio ruolo cosmico

Alla scheda precedente

4.1) - Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione: tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Ad ogni uomo capita, prima o poi, di porsi delle domande sul suo ruolo nell'universo e sui suoi rapporti con il trascendente, ed è ancor più probabile che un individuo metta in discussione le risposte ricevute in tenera età a quelle domande.

Nessuno deve essere ostacolato in questa ricerca dell'Assoluto e nessuno può essere autorizzato a coartarne l'intelletto o violarne la libertà di scelta, sia se la sua fosse scelta di fede in una religione, sia se fosse scelta di non fede. 

Nemmeno uno Stato che, anche per libera scelta della maggioranza dei suoi cittadini, faccia di una religione la religione di Stato può imporre l'adesione dei singoli a tale religione, in quanto con ciò sovvertirebbe la gerarchia dei valori: è lo Stato che deve essere al servizio del cittadino, non viceversa.

Nessun cittadino, però, è autorizzato a trasgredire ai suoi doveri sociali solo perché le sue convinzioni religiose divergono da quelle eventualmente assunte come riferimento dello Stato. Il cittadino che si formi una onesta convinzione religiosa è anche un individuo che comunica con i suoi simili: è inevitabile, quindi, che abbia o cerchi l'occasione per metterli al corrente delle conclusioni cui è arrivato e per convincerli della correttezza di quanto ha elaborato. Questo non può essere impedito da nessuno.

Nessuna autorità umana può essere tanto certa della propria verità da poter intervenire e distruggere organizzazioni cui aderiscono in buona fede anche pochi componenti della razza umana. È proprio per l'umana impossibilità di esprimere giudizi drastici e definitivi su una qualsiasi forma di religione, deve essere conservato a chiunque il diritto di aderire liberamente e di togliere liberamente la propria adesione ad una qualunque fede od organizzazione religiosa. Si deve, cioè, prendere atto della mancata razionale definizione del vero assoluto e, di conseguenza, devono essere lasciate aperte tutte le porte che hanno la sia pur minima probabilità di portarci a tale razionale definizione.

4.2) - Non sono ammissibili riti o forme religiose che in qualsiasi modo violino i diritti propri dell’uomo.

Per merito o colpa della libertà di religione sono sorte sette di vario genere o di vario tipo. Anche tale adesione deve essere rispettata, ma essa non può giustificare alcuna violazione delle regole 'laiche' che la società intenda darsi (o si sia data).

La società ha, però, il dovere "laico" di garantire a chiunque l'esercizio dei propri diritti, quindi deve essere assolutamente chiaro che qualunque organizzazione intenda coercitivamente imporre regole in contrasto con una delle libertà dell'uomo è da considerare come organizzazione nemica della società stessa, quindi può e deve essere combattuta.

Inciso (personale del redattore materiale del sito)

Dio … ed io

In questo sito, rigorosamente 'laico', avendo toccato il tasto della religione, mi fermo un attimo e mi permetto di inserire un mio inciso 'personale' in cui espongo quelle che sono le ragioni per cui io sono cristiano ed in cui accenno a quello che tento di far divenire il mio modo di esserlo. 

Perché credo nell'esistenza di Dio

Personalmente, indico nella magnificenza e nel funzionamento dell'universo la migliore prova dell'esistenza di un Creatore infinitamente potente. È vero: c'è chi sostiene che tutto quanto abbiamo davanti (e dentro di noi) sia dovuto ad un caso, che la materia sia sempre esistita e che siamo giunti nella condizione in cui siamo a seguito soltanto di una evoluzione 'naturale' della materia stessa. A me sembra infinitamente più probabile (almeno al 99.9999%) che il TUTTO risponda ad un PROGETTO infinitamente complesso ed attuato da UNO CHE PUÒ1 (vedi nota a piè di pagina).

Personalmente, ritengo che, rispetto alla accettazione dell'idea dell'esistenza di un Creatore, sia molto meno attendibile l'idea che, dall'eventuale infinito tempo passato, non sia pervenuto a noi nessun 'popolo' straordinariamente progredito e consolidato 'padrone' dell'universo (che, in assenza di un momento di 'creazione', di un punto d'inizio, avrebbe avuto a disposizione un tempo infinito per progredire ed affermare la propria presenza).

Perché credo in Cristo-Dio

Mi è stato detto che la fede è un dono, ed io non ho argomenti per negare questa affermazione, anche se mi piace pensare che la scelta di credere sia soprattutto 'mia' e frutto di una mia cosciente adesione. Ciò premesso, vi dico che il Cristo-Dio mi piace:

  • perché, nonostante la sua infinita potenza e possibilità d'agire, ci lascia liberi di aderire alla sua proposta di vita o di rivolgerci da un'altra parte (o, 'dall'altra parte');

  • perché, nonostante il nostro accentuato disamore per Lui e nonostante sapesse a cosa andava incontro, non ci ha abbandonato a noi stessi, prendendosi la briga di venire di persona a spiegarci senza perifrasi quel che dovremmo fare per poterci considerare partecipi del Suo progetto, ed accettando anche di subire il trattamento che l'umanità del tempo gli ha poi riservato;

  • perché si è presentato a noi in piena umiltà, vivendo senza ostentare il suo essere padrone del mondo e dell'universo (se non in episodi necessari a farci ritenere credibile il suo essere l'incarnazione di Dio);

  • perché, venendo tra noi, ha accettato la sofferenza: non si è chiamato fuori da questo peso che grava sulle nostre spalle;

  • perché sono convinto che la fedele e serena applicazione dei Suoi insegnamenti porterebbe alla realizzazione di un mondo molto più umano e vivibile di quello in cui ci troviamo …

    e non porto, come prova della correttezza della fede, i 'prodigi' disseminati nella storia, di cui menziono solo di passaggio quello che, per me, è il più straordinario: l'esistenza della Sindone …

Nonostante …

Io credo in Lui nonostante l'esistenza di sofferenze pesantissime e umanamente incomprensibili, come, ad esempio, la sofferenza di troppi bambini, che soffrono senza colpa e che sono condannati a morire sia dalle malattie non curate e non curabili sia dalla cattiveria umana (e questi, purtroppo, sono molti di più).

Se EGLI È (come credo), Egli ha anche Possibilità, Potenza e Giustizia più che sufficienti per 'risarcire' abbondantemente coloro che qui soffrono … e a chi si soffermi dubbioso su quel “se EGLI È”, faccio presente che, SE EGLI È, EGLI SA DI ESISTERE … e SA di disporre del potere di effettuare quel 'risarcimento'.

La forza di avere fede

È detto da fior di teologi che le fede religiosa ci è proposta in modo non lampante (in modo tale, cioè, da rendere comunque meritevole l'aderirvi) e in modo non oscuro (in modo tale, cioè da rendere poco scusabile il non aderirvi).

Per correttezza, devo e voglio confessare che anche la mia fede ha un punto difficile, un punto su cui debbo anch'io fare un 'salto' di fede: premesso che accetto come esposizione idonea alla comprensione anche dei popoli antichi quanto inserito nella Genesi, devo dire che non comprendo perché di una colpa (qualunque) commessa dai nostri antenati ne dobbiamo sopportare anche noi le conseguenze. Ecco, l'accettazione di questo fatto è il mio 'salto' di fede, di cui accetto di comprendere la Giustizia … solo dopo (non dimentico però che, pur essendo l'Innocente per antonomasia, il fardello della sofferenza se l'è 'sorbito' anche Lui!)

La fortuna di credere

Io ritengo che il credere sia una enorme fortuna.

Ingiustizie, prevaricazioni, fame, guerre, massacri di bambini, malattie (… e potete continuare fin che volete): tutto questo è di una bruttura non tollerabile, è una vergogna in gran parte provocata dallo stupido ed enorme egoismo dell'uomo. È una vergogna che può essere tollerata senza troppa fatica solo al consolante pensiero che questa condizione possa finalmente finire.

Razionalmente, però, anche se dobbiamo impegnarci per renderlo meno impossibile, non ci si può aspettare che tutto questo finisca qui e per merito degli uomini, visto che finora a mettere a posto le cose gli uomini non ci sono riusciti – e non ci hanno nemmeno provato seriamente.

Solo credendo nella possibilità che possa esistere una eternità BUONA E GIUSTA nel cui ambito siamo chiamati ad arrivare può essere tollerato il mondo disgustoso che l'umanità ha voluto costruirsi: per questo penso che il mio credere sia per me una enorme e rasserenante fortuna.

Come cerco di esprimere il mio credere

Un teologo (o un santo) pose una domanda: “come possiamo dire di amare Dio, che non vediamo, se non amiamo i nostri fratelli, che vediamo?” (… o è nella Sacra Scrittura?)

Ecco, pensando a quel che implica questa domanda, malamente e con tutti i limiti che (per fortuna) ho, quel che cerco di fare è di essere utile più agli altri che a me stesso: pacatamente, senza voler imporre nulla a nessuno e senza avere il coraggio, la tentazione o la voglia di impormi, senza eroismi, … anzi, schivando la troppa fatica.

So che è un po' poco, ma spero che quando sarà giudicato il mio operato, Chi lo farà sia in una giornata di 'buona'.

1NB.: io non voglio negare la validità delle teorie evoluzionistiche, ma non le trovo affatto contrastanti con l'ipotesi che il 'calcio d'inizio' della partita dell'evoluzione sia stato dato da un Calciatore molto bravo ad imprimere anche tutti i successivi 'effetti'.

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