Scheda 2 - Diritti e doveri primordiali

Alla scheda precedente

2.1) - Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. Nessun individuo, anche di pubblica notorietà, potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, ne’ a lesioni del suo onore e della sua reputazione.

Ogni individuo ha diritto a vivere, senza alcuna condizione.

Ogni uomo ha diritto di gestire liberamente la propria posizione nel mondo e nella società, operando via via ed autonomamente le scelte che gli si impongono, in quanto egli è l'unico individuo ad avere continuamente presente la propria situazione personale.

Nessuno deve essere messo nella condizione di temere per la propria incolumità, per motivi diversi dal verificarsi di incidenti assolutamente casuali; la società civile deve farsi carico di questi basilari diritti.

Ma non è solo l'incolumità fisica quella che deve essere garantita al singolo cittadino: ognuno deve poter vivere la propria vita privata senza essere molestato, senza che l'intimità sua personale e quella dei suoi familiari sia violata.

Non esiste ragione o diritto o prerogativa che autorizzi chicchessia ad intromettersi in ciò che concerne quei settori della vita privata che non abbiano ricadute dirette sulla vita sociale.

La vita di un individuo cessa di essere privata solo quando è vita professionale e/o "politica", cioè quando interagisce direttamente con gli interessi generali dell'intera società e solo per la parte "professionale" o "politica". Deve essere ben chiaro, cioè, che

- nessuno si deve interessare di ciò che fa un qualsiasi grande calciatore fuori dagli stadi e dalle palestre in cui si allena e che non abbia diretta ed immediata attinenza alla sua attività di calciatore;

- nessuno si deve interessare dell'attricetta che flirti con il campione o con il politico (a meno che non ci si trovi nel caso di palese incoerenza comportamentale del soggetto fotografato rispetto alle sue posizioni ufficiali);

- nessuno deve sentirsi autorizzato a raccontare la storia di qualche maturo celebre personaggio che si lasci irretire dallo sventolio di qualche etto di carne fresca buttatagli sotto il naso da qualche astuta e cinica donzella;

- nessuno deve sentirsi autorizzato a il pubblicare gli avvisi di garanzia inviati ad individui oggetto dell'attenzione della magistratura.

Questo diritto alla privacy è superiore al tanto invocato diritto di cronaca e può essere disatteso solo da una esplicita autorizzazione da parte dell'interessato, autorizzazione da concedere volta per volta.

2.2) - Il diritto alla vita è assoluto.

Questo diritto vale non solo per gli innocenti e per i perseguitati per "delitti d'opinione", che delitti non sono, ma vale anche per i criminali comuni.

Anche il peggior criminale deve sapere che potrà e dovrà continuare a vivere (ricordando ciò che ha commesso). Questa puntualizzazione è necessaria ed esprime una posizione è corretta perché

- noi non sappiamo e non potremo mai sapere se, trovandoci al posto di un criminale, con la sua storia, la sua mente, la sua vita, noi ci saremmo comportati diversamente da lui;

- sappiamo per certo che l'uccisione di un criminale (pena di morte) non ha mai evitato che di criminali ne sorgessero altri, anzi, il timore di essere condannato a morte può averlo istigato ad eliminare altre persone, nella speranza di riuscire a proteggere la propria latitanza.

2.3) - L'esercizio del diritto alla libertà è limitato dal rispetto degli inalienabili diritti altrui e moderato dal rispetto delle norme che regolano la vita civile.

Libertà non è licenza.

Ognuno deve innanzitutto rispettare i diritti altrui.

Ognuno è libero di agire come meglio crede solo se il suo comportamento non danneggia o infastidisce in modo intollerabile o semplicemente inutile gli altri individui o la società nel suo complesso.

Certo non è facile definire il confine tra esercizio della libertà ed abuso della stessa. In ogni caso è bene che ognuno si moderi, usando non solo i codici ma anche intelligenza, sensibilità e prudenza, per autoimporsi limiti ancora ben lontani dal punto di conflitto con diritti o desideri altrui.

2.4) - Ogni individuo ha il dovere di vivere, per restituire quanto ricevuto dalla società civile e per arricchirla col proprio contributo d'azione, di pensiero, di sentimenti.

Abbiamo il dovere di vivere e dobbiamo tentare di operare per il progresso dell'umanità: se chi ci ha preceduto non avesse agito in tale prospettiva noi vivremmo ancora nelle caverne.

Abbiamo visto che nascendo ogni individuo comincia ad accumulare debiti, cioè che ogni individuo costituisce una forma di investimento per la società.

Per questo ogni individuo ha il dovere morale di tentare di "rendere".

Per "rendere" ogni individuo ha il dovere di vivere: chi pensa di uscire dal giro commettendo il gesto disperato di togliersi la vita è, fondamentalmente, un traditore, giustificabile solo se soggetto a turbe psichiche particolari, altrimenti non esiste motivo sufficiente per rinunciare alla battaglia quotidiana che è la vita. Questo in rapporto alla società che pare estranea ed indifferente nei confronti del singolo.

Ma esiste un altro punto di riferimento che obbliga ogni uomo a sopportare, anzi a volere la vita: è l'insieme dei rapporti umani con i familiari, con gli amici. Ognuno di noi oltre ad essere soggetto attivo di sentimenti di affetto, simpatia, amore, è anche soggetto passivo di tali sentimenti: non è giusto ne’ corretto insultare coloro che provano tali sentimenti scomparendo premeditatamente dal loro universo.

Il rispetto per quelli che provano per noi sentimenti positivi è anche una delle ragioni per cui è dovere preciso di tutti l'evitare di correre inutili rischi (esempio: morti da discoteca..).

2.5) - Nessuno ha il diritto di tenere comportamenti stupidi o degradanti.

"Perché, in Autunno, le rondini volano in Africa?" - "?!?" - "Perché se ci andassero a piedi impiegherebbero troppo tempo!"

Questa storiella ci fa sorridere: ci fa sorridere l’immagine assurda di un uccello capace di volare a più di cento all’ora che si incammina a piedi per effettuare un trasferimento di migliaia di chilometri, rinunciando ad usare la sua dote peculiare, la sua capacità di volare.

Appare nell'ordine naturale delle cose il fatto che, come le rondini non rinunciano all’uso delle loro capacità di volo (e di orientamento), così l’uomo debba essere moralmente tenuto ad utilizzare le doti che caratterizzano l’essenza della sua specie e, tra quelle doti, sono certamente da annoverare il raziocinio, l’intelligenza, la capacità di volere.

La libertà dell’uomo deve essere portata ad essere libertà di scelta intelligente e responsabile, non sguaiato arbitrio, come viene criminalmente sostenuto da troppi cantori dell'era moderna.

E la collettività, qualora debba subire le conseguenze dei comportamenti "non umani" di suoi componenti, ha il diritto-dovere di tutelarsene e, se possibile, di farsi risarcire, pur restando sempre disponibile senza remore a riconsiderare il proprio atteggiamento verso chi torni a comportarsi correttamente.

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