Scheda 13 - Diritto all'istruzione e doveri connessi

Alla scheda precedente

13.1) - Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione di base deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere resa accessibile a tutti sulla base del merito e dell'utilità per la comunità.

L'istruzione di base deve essere impartita a tutti gratuitamente. Questo non è solo un diritto dell'individuo, è interesse della comunità il fatto che i suoi componenti conoscano tutto quanto serve

- per individuare il proprio ruolo sulla Terra,

- per comunicare con gli altri,

- per rapportarsi correttamente con la società civile,

- per poter valutare ed apprezzare il mondo che lo circonda.

L'istruzione a livelli superiori a quella di base deve essere accessibile a tutti, non per equità ma per l'utilità della comunità. Chi è naturalmente dotato può riuscire ad essere molto utile anche operando a livelli diversi da quelli di vertice, può realizzarsi molto bene anche senza raggiungere l'apice della cultura accademica. È la società che resta più povera se il talento di un individuo non viene coltivato a fondo, nell'ambiente ed al livello consono al talento stesso.

L'eventuale esclusione dei più capaci dall'opportunità di raggiungere i più alti livelli di istruzione non è solo violazione di un diritto dell'individuo, è prova di stupidità della comunità e dello Stato che la gestisce.

13.2) - L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi.

L'istruzione di base deve indirizzare l'individuo conoscere e valorizzare se stesso e a sentirsi parte integrante della società mondiale e deve abituarlo ad accettare le differenza esistenti tra i singoli, tra le comunità locali, tra le Nazioni.

Anche lo sciovinismo ed il nazionalismo irrazionale devono essere messi alla berlina.

13.3) - I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli, ma devono rispettarne attitudini e tendenze.

Difficilmente un ragazzo che si accosta alle prime scelte della sua vita è in grado di valutare appieno le conseguenze che tali scelte comportano, è quindi inevitabile che qualcuno lo aiuti, lo consigli, e, qualche volta, scelga per lui. Questo qualcuno non può essere un estraneo: è giusto che siano i genitori.

I genitori, comunque, non devono lasciarsi prendere la mano dalle loro personali ambizioni: perché un ingegnere deve generare un ingegnere o un medico deve generare un medico? Perché il figlio deve essere indirizzato dove il padre o la madre hanno fallito o hanno raggiunto ottimi risultati?

I genitori, d'altra parte, non devono porre limiti all'avvenire dei figli: mi fece molto male sentire un padre rifiutare al figlio l'iscrizione ad una certa scuola perché: "Io ho lavorato da manovale tutta la vita, anche tu devi lavorare manualmente ...".

I genitori, quando surrogano il figlio/a in una qualsiasi scelta devono avere ben presenti le inclinazioni dello stesso e, nella scelta, devono basarsi solo su quelle, eventualmente facendo riferimento ad aiuti che la società deve preparare se l'obbiettivo prefigurato per la vita del ragazzo/a risultasse fuori dalla portata economica della famiglia.

13.4) - Gli studenti debbono utilizzare appieno le possibilità di istruzione che la comunità offre loro. Essi debbono utilizzare almeno parzialmente il loro tempo libero da precisi doveri scolastici per comprendere e cominciare ad inserirsi nella realtà economica e sociale. Anch'essi hanno il dovere di riposare per conservare e poter utilizzare al meglio le loro potenzialità.

L'istruzione impartita ai giovani è un investimento di risorse della comunità in vista di una partecipazione utile e fattiva dei giovani medesimi alla vita sociale: per questo ogni giovane, pur restando arbitro di se stesso, essendo percettore di un investimento effettuato dalla comunità, non ha il diritto di vanificare quanto si fa per lui, agendo con leggerezza.

È vero che il bambino ha diritto di giocare, come è vero che il giovane ha diritto di divertirsi, ma è vero e deve essere tenuto sempre ben presente che man mano che il tempo passa ed il giovane si avvicina all'età in cui deve cominciare a restituire tutto quanto ha ricevuto (anzi, di più di quanto ha ricevuto se vuol essere protagonista del progresso dell'umanità), si riduce il tempo del divertimento ed aumenta quello dei doveri.

Al momento del suo ingresso a tempo pieno nel mondo produttivo, il giovane deve essere pronto, deve aver appreso quanto si pretende che sappia, deve essersi inserito in tutto quel tessuto sociale che contiene e completa il mondo del lavoro puro e semplice.

Ci sono attività che un giovane può svolgere nel mondo del volontariato, della cultura, dello sport (inteso come servizio ai più giovani). Tali attività devono servire a migliorare la conoscenza del mondo, a diventare partecipi della vita già nel periodo in cui si è ancora "in panchina".

I giovani devono sfruttare tutte le occasioni che sono loro offerte per apprendere e devono abituarsi a ragionare col cervello (e non con altre parti anatomiche non demandate alla gestione del pensiero) e ad agire di conseguenza, anche al di fuori ed apparentemente contro i loro interessi immediati.

Il riferimento è alla stramaledettissima abitudine degli studenti ad abbandonare le aule e a scendere in piazza al mattino ogni volta che qualcuno alza la voce o scoreggia.

È un'abitudine estremamente dannosa perché abitua a considerare qualunque iniziativa come degna di sostituirsi al compimento del proprio dovere ed esalta lo stupido rito della passeggiata nelle vie del centro per dire cose che possono e devono essere dette, se non in altro modo, almeno in altro momento.

E stupisce il fatto che ci siano giornalisti che enfatizzano queste manifestazioni, mancando di bollarle per quelle pagliacciate che sono. Non stupisce, invece, che ci siano politici che le promuovono e le guidano, visto il loro interesse, la loro speranza che il popolo sia sempre più un ignorante "popolo bue", per potersi imporre più agevolmente.

Gli studenti, dicevo, devono approfittare di tutte le occasioni loro offerte per migliorare la loro preparazione: per riuscire a cogliere tutte le occasioni di formazione che vengono proposte loro, è ovvio che debbano mantenere e migliorare le loro doti di apprendimento. Per questo anche loro, come i lavoratori, dovranno imporsi congrui tempi di vero riposo.

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